Nuova scuola primaria – Congo – Kasai

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Estese risorse agricole, minerarie ed energetiche, fanno della Repubblica Democratica del Congo uno dei paesi potenzialmente più ricchi dell’Africa. Tuttavia, la situazione economica del paese è disastrosa. A ciò hanno contribuito diversi fattori: la guerra civile che seguì all’indipendenza, la politica economica incoerente e l’estesa corruzione che caratterizzarono il regime di Mobutu, la nuova guerra civile scoppiata negli anni Novanta, che ha visto l’intervento di quasi tutti gli eserciti della regione, e un esteso saccheggio delle risorse del paese.
La guerra, iniziata nell’agosto del 1998, ha drammaticamente ridotto la produzione nazionale, aumentato il debito estero e causato la morte di più di 3.5 milioni di persone. Le condizioni migliorarono verso la fine del 2002 con il ritiro di una grande parte delle truppe straniere. Il governo di transizione riaprì le relazioni con gli istituti di credito internazionali e con i donatori internazionali.
La stabilità economica è lievemente migliorata nel periodo 2003-2005, anche se la struttura legale incerta, la corruzione e la mancanza di chiarezza nella politica governativa continuano ad impedirne la crescita.

Fin dall’inizio la guerra congolese si è basata sul saccheggio sistematico di depositi bancari, risorse minerarie, produzioni agricole, bestiame, legname pregiato. I costi del conflitto sono stati pagati dalla guerra stessa: il saccheggio delle ricchezze congolesi permette agli eserciti coinvolti di mantenere i propri soldati e di comprare armamenti.

I 60 milioni di abitanti del Congo vivono dunque una situazione sociale ed economica molto grave con la distruzione delle infrastrutture sociali, sanitarie, scolastiche e culturali.
La maggioranza della popolazione non ha un lavoro e vive di attività agricole e pastorali che non bastano a volte neanche per il puro sostentamento, la denutrizione e le malattie come la malaria e la tubercolosi sono ancora molto diffuse.
Le famiglie che vivono nei villaggi molto spesso non possono permettersi di mandare i propri figli a scuola a causa delle distanze e dei costi elevati dell’istruzione. Qui come altrove nel mondo viene negato un diritto fondamentale del bambino, mentre è dall’istruzione che passa la liberazione e l’uguaglianza.

Nel 2006 children onlus ha deciso di sostenere la costruzione di una scuola primaria nel villaggio di Isasa nella regione del Kasai occidentale.
Una delle nostre volontarie è entrata in contatto con un responsabile locale della diocesi, in viaggio in Italia, che ci ha sottoposto un progetto per la costruzione e l’arredamento della scuola primaria di Isasa.
Il villaggio dal 1967 possedeva una scuola primaria per 350 alunni, ma la scuola oltre ad essere insufficiente per tutti i bambini della zona era costruita in paglia e ad ogni stagione delle piogge veniva distrutta dalle intemperie e la popolazione era costretta ad effettuare interventi di riparazione e i bambini ad interrompere gli studi.

Il progetto prevedeva la costruzione di un edificio con 6 vani per le classi e un altro edificio con 2 stanze per il personale amministrativo. E, inoltre, prevedeva di dotare la scuola di mobili e attrezzature scolastiche adeguate.
Tutta la popolazione locale è stata coinvolta nel progetto con un notevole abbattimento dei costi e si è occupata della manodopera per la costruzione, per il trasporto dei materiali e poi ha assicurato la manutenzione dell’edificio.

Fra il 2006 e il 2007 sono stati inviati i fondi e alla fine del 2007 la scuola è stata inaugurata e ospita più di 350 bambini divisi in 6 classi.
I fondi utilizzati per il progetto nel suo complesso sono stati 12.000 euro di cui: 9.850 euro per il materiale edile e 2.150 euro per gli arredi scolastici (banchi, lavagne ecc.).

Estese risorse agricole, minerarie ed energetiche, fanno della Repubblica Democratica del Congo uno dei paesi potenzialmente più ricchi dell’Africa. Tuttavia, la situazione economica del paese è disastrosa. A ciò hanno contribuito diversi fattori: la guerra civile che seguì all’indipendenza, la politica economica incoerente e l’estesa corruzione che caratterizzarono il regime di Mobutu, la nuova guerra civile scoppiata negli anni Novanta, che ha visto l’intervento di quasi tutti gli eserciti della regione, e un esteso saccheggio delle risorse del paese.

La guerra, iniziata nell’agosto del 1998, ha drammaticamente ridotto la produzione nazionale, aumentato il debito estero e causato la morte di più di 3.5 milioni di persone. Le condizioni migliorarono verso la fine del 2002 con il ritiro di una grande parte delle truppe straniere. Il governo di transizione riaprì le relazioni con gli istituti di credito internazionali e con i donatori internazionali.

La stabilità economica è lievemente migliorata nel periodo 2003-2005, anche se la struttura legale incerta, la corruzione e la mancanza di chiarezza nella politica governativa continuano ad impedirne la crescita.

Fin dall’inizio la guerra congolese si è basata sul saccheggio sistematico di depositi bancari, risorse minerarie, produzioni agricole, bestiame, legname pregiato. I costi del conflitto sono stati pagati dalla guerra stessa: il saccheggio delle ricchezze congolesi permette agli eserciti coinvolti di mantenere i propri soldati e di comprare armamenti.

I 60 milioni di abitanti del Congo vivono dunque una situazione sociale ed economica molto grave con la distruzione delle infrastrutture sociali, sanitarie, scolastiche e culturali.

La maggioranza della popolazione non ha un lavoro e vive di attività agricole e pastorali che non bastano a volte neanche per il puro sostentamento, la denutrizione e le malattie come la malaria e la tubercolosi sono ancora molto diffuse.

Le famiglie che vivono nei villaggi molto spesso non possono permettersi di mandare i propri figli a scuola a causa delle distanze e dei costi elevati dell’istruzione. Qui come altrove nel mondo viene negato un diritto fondamentale del bambino, mentre è dall’istruzione che passa la liberazione e l’uguaglianza.

Nel 2006 children onlus ha deciso di sostenere la costruzione di una scuola primaria nel villaggio di Isasa nella regione del Kasai occidentale.

Una delle nostre volontarie è entrata in contatto con un responsabile locale della diocesi, in viaggio in Italia, che ci ha sottoposto un progetto per la costruzione e l’arredamento della scuola primaria di Isasa.

Il villaggio dal 1967 possedeva una scuola primaria per 350 alunni, ma la scuola oltre ad essere insufficiente per tutti i bambini della zona era costruita in paglia e ad ogni stagione delle piogge veniva distrutta dalle intemperie e la popolazione era costretta ad effettuare interventi di riparazione e i bambini ad interrompere gli studi.

Il progetto prevedeva la costruzione di un edificio con 6 vani per le classi e un altro edificio con 2 stanze per il personale amministrativo. E, inoltre, prevedeva di dotare la scuola di mobili e attrezzature scolastiche adeguate.

Tutta la popolazione locale è stata coinvolta nel progetto con un notevole abbattimento dei costi e si è occupata della manodopera per la costruzione, per il trasporto dei materiali e poi ha assicurato la manutenzione dell’edificio.
Fra il 2006 e il 2007 sono stati inviati i fondi e alla fine del 2007 la scuola è stata inaugurata e ospita più di 350 bambini divisi in 6 classi.

I fondi utilizzati per il progetto nel suo complesso sono stati 12.000 euro di cui: 9.850 euro per il materiale edile e 2.150 euro per gli arredi scolastici (banchi, lavagne ecc.).