Rilancio dell’attività di pesca sul lago Tanganika, un aiuto per i ragazzi-soldato – Congo – Makobola

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Makobola, località della Repubblica democratica del Congo, è situata nel territorio di Fizi, uno dei più colpiti dalla guerra e tristemente noto per i massacri perpetrati il 30 dicembre 1998.

Una conseguenza di questi massacri è stato l’esodo massiccio della popolazione verso i campi profughi in Tanzania e la quantità elevata di ex ragazzi-soldato, di vedove e di orfani che vivono dislocati nei vari centri di raccolta nel più assoluto stato di indigenza.

Dopo il conflitto la popolazione è tornata a Makobola, ma la normalizzazione è difficile e altrettanto arduo è far ripartire le attività produttive, essenzialmente legate alla pesca sul lago Tanganika. Il grande lago è stato teatro di cruente battaglie e tutto è andato distrutto. Tutta questa miseria e devastazione aggiunge al trauma della guerra, quello di un ritorno in una patria irriconoscibile. Bisogna pensare a ricostruire un futuro.

Il progetto per la formazione di ragazzi ex-soldato intendeva ripristinare la pesca a Makobola supportando la costruzione di piroghe e la creazione di equipaggi composti da pescatori esperti sopravvissuti alla guerra e da ragazzi apprendisti. Lo scopo era il rilancio dell’attività economica nella zona, la formazione dei giovani ed il loro inserimento socio-economico.

Avviato nel 2007 il progetto prevedeva la costruzione di 30 piroghe, la formazione di 15 equipaggi, ciascuno comprendente 2 piroghe e 6 pescatori (2 esperti e 4 in formazione).

L’obiettivo generale era migliorare le condizioni di vita della popolazione di Makobola e reinserire nel tessuto sociale del paese gli ex ragazzi-soldato, dando loro l’opportunità di ricostruirsi un futuro.

Obiettivi specifici erano rilanciare le attività di pesca a Makobola, sul lago Tanganika aiutando i pescatori a riprendere la loro attività tradizionale; formare e dare un impiego ai giovani come pescatori professionisti.

Questi obiettivi indirettamente avrebbero dovuto, da una parte, favorire il ritorno della popolazione alle condizioni di vita abituali prima della guerra e, dall’altra, riattivare il potere d’acquisto della popolazione residente e del circondario.

Infine il rilancio delle attività di pesca avrebbe consentito alla popolazione di poter introdurre nella dieta proteine d’origine animale, contrastando efficacemente la denutrizione, grave problema di salute, soprattutto per i bambini e per le donne incinte.

I Fondi stimati erano circa 60.000 euro per la costruzione delle barche e l’acquisto del materiale per la pesca (reti, giubbotti di salvataggio ecc) e dei motori, e, infine, per l’affitto di un locale sul posto per la conservazione delle attrezzature e l’amministrazione del progetto.

Nel 2008 a causa del riacuirsi del conflitto nella regione, la situazione locale è diventata molto confusa e insicura, i nostri referenti locali hanno dovuto lasciare la zona e ci è stata preclusa la possibilità di monitorare l’andamento del progetto e verificare l’utilizzo dei fondi.

Dopo l’invio dei primi fondi (12.000 euro) per la costruzione di 2 piroghe e l’acquisto di un motore, di reti, lampare, e funi, purtroppo, non essendoci più le condizioni minime di garanzia per l’impiego dei fondi, abbiamo dovuto interrompere questo ambizioso progetto.