notizie dalla Rep. Dem. del Congo settembre 2019

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Come sapete nel 2018 non siamo potuti partire per la nostra missione nella Rep. Dem. Del Congo a causa dei disordini dovuti alla instabile situazione politica, causata in particolare dalle elezioni presidenziali, e a causa dall’acuirsi del virus ebola in tutto il Paese.

I nostri volontari sono riusciti a partire con un minimo di sicurezza soltanto ad aprile 2019 e hanno potuto verificare lo stato delle attività in corso, la frequenza dei bambini a scuola e la loro situazione di salute.

Poi, come di consueto, siamo tornati a settembre per partecipare all’inizio dell’anno scolastico, lasciare i fondi per le emergenze e per l’assistenza sanitaria, verificare l’andamento delle diverse attività, incontrare i bambini sostenuti, avviare la nuova casa famiglia.

A settembre siamo arrivati a Uvira accolti, come sempre, dall’entusiasmo dei bambini sostenuti e delle loro famiglie, ma la situazione della località sta cambiando.

Da una parte, lo Stato inizia a realizzare infrastrutture servendosi per lo più di ditte cinesi che lavorano in cambio dello sfruttamento delle miniere. Nella zona centrale, dove vive la popolazione più abbiente, dove sono situate le strutture religiose e le ONG, si asfaltano le strade, si costruiscono canali di scolo indispensabili per la stagione delle grandi piogge e strutture per distribuire acqua ed elettricità. Sono stati messi cartelli   stradali e raccoglitori per i rifiuti urbani.

Però nel contempo è aumentata la povertà della popolazione e con essa l’insicurezza e la paura causati dall’aumento della delinquenza con furti, aggressioni e stupri.

Anche la situazione ai confini con i Paesi limitrofi come il Ruanda, il Burundi e l’Uganda è sempre più pericolosa con la recrudescenza di massacri e violenze intra-etniche da parte di squadre paramilitari al soldo dei  vari signori della guerra.

Anche ad Uvira alcuni genitori più politicizzati vengono perseguitati e alcuni sono stati uccisi o sono spariti. I bambini scampati, scappano nei campi profughi dove hanno un minimo di protezione e assistenza sanitaria.

Il nuovo presidente ha dichiarato lotta aperta ai gruppi armati che imperversano in tutto il Congo, i quali, come ritorsione, aggrediscono  la popolazione civile.

A causa della precaria situazione sociale l’economia ristagna, molte attività sono ferme e la povertà si acuisce; i valori etici e civili,  la solidarietà, il rispetto vengono meno e vengono sostituite dalla paura e dalla sfiducia.

Inoltre l’ebola, che imperversa da molti mesi soprattutto nella zona nord del Kivu, aumenta la paura e la diffidenza tra le persone. Al momento non ci sono casi registrati ad Uvira, ma nelle scuole, negli ospedali, alle frontiere, come misura profilattica, si è costretti a lavarsi le mani con acqua clorata e viene controllata la temperatura di chi transita.

Inoltre è scoppiata, già da diversi mesi, una epidemia di morbillo  che ha già causato più di 4.000 morti in tutto il Paese e anche ad Uvira sono aumentati i casi di contagio e di morte.

Tutto ad Uvira è stato, quindi, più complicato del solito, anche incontrare i bambini e la nostra referente.

Non potevamo girare da soli in città. Per paura delle rapine non siamo potuti andare a casa della nostra referente Furaha, né delle altre famiglie: avremmo potuto destare il sospetto di portare soldi, mettendo in pericolo le nostre mamme.

Inoltre, diverse scuole non erano ancora cominciate per lo sciopero di tutto il corpo docente: il presidente aveva promesso il pagamento degli stipendi agli insegnanti delle scuole con maggior numero di scolari, e in attesa dell’arrivo degli stipendi il corpo docente non ha aperto le scuole.

Non potendo andare a trovare i bambini nelle scuole ne’ nelle loro case, abbiamo dovuto trovare degli stratagemmi per vederli e fare le interviste e le foto. Ci siamo inventati una festa al chiosco La plage d’or costruito sulla riva del lago Tanganika, invitandoli a prendere una bibita, alla fine si sono presentati in tantissimi, ognuno ha avuto la sua bibita e si sono divertiti a ballare e cantare.

 

SOSTEGNO A DISTANZA

Bambini in età scolastica

Abbiamo trovato tutti i bambini sostenuti in buona salute. Il nostro gruppo anche se ha una situazione familiare difficile, è privilegiato rispetto ad altri perché ha garantita la scuola, la sanità e il sostegno alla famiglia, in caso di grossi problemi come il crollo di una baracca per la pioggia, la corrosione di un tetto, un lutto o una malattia grave. I nostri bambini, mangiando più regolarmente e seguendo norme di igiene basilari, si ammalano molto meno e comunque non per malattie dovute alla mancanza di igiene.

L’impegno per lo studio è alto, la maggior parte prende ottimi voti e solo tre sono stati bocciati lo scorso anno scolastico.

I primi giorni del nostro arrivo, sono stati impegnati in una corsa per iscrivere tutti i bambini alle scuole entro i termini stabiliti e per acquistare il materiale necessario per la didattica e distribuirlo prima dell’inizio dell’anno scolastico, che poi è stato rinviato per lo sciopero degli insegnanti.

Adolescenti

Alcuni ragazzi che sosteniamo da diversi anni ora frequentano la scuola professionale migliore della città, che, in quattro anni, rilascia un diploma in diverse discipline tecniche.

Abbiamo incontrato anche i ragazzi più grandi che hanno finito la scuola professionale e hanno intrapreso mestieri manuali come falegnami, meccanici, elettricisti, idraulici e alcune ragazze che abbiamo iscritto alle medie superiori con indirizzo pedagogico per diventare maestre.

Diversi di loro nel tempo hanno perso il sostenitore ma continuiamo a sostenerli con le nostre attività di raccolta fondi e con il 5×1000 e tutti si impegnano nello studio e ottengono la promozione.

Durante gli incontri abbiamo distribuito abiti e scarpe e previsto una piccola somma di denaro da consegnare a dicembre e permettere a tutti di avere riso e fagioli per festeggiare il Capodanno.

Ormai i ragazzi e le famiglie che supportiamo sono diventati un gruppo molto unito, se succede qualcosa ad un bambino o ad una famiglia, la notizia circola velocemente e viene informata la nostra referente locale Furaha che interviene tempestivamente.

 

SOSTEGNO ALLA COMUNITÀ

 Lavoro

Anche quest’anno, incoraggiando l’artigianato locale, abbiamo fatto confezionare alle mamme sarte, ed alle ragazze della scuola di cucito tantissimi manufatti in tessuto e a giovani artigiani oggetti in legno, paglia o materiali riciclati.

I prodotti vengono poi proposti durante i nostri eventi o banchetti solidali in Italia e il ricavato viene destinato a pagare il lavoro svolto dagli artigiani locali e a sostenere altre iniziative per la comunità.

Microcredito

Per il microcredito avevamo quattro punti di erogazione ma solo due ancora sono attivi, quelli gestiti dalle suore perché selezionano attentamente a chi dare il credito e perché hanno abbastanza autorevolezza per farsi ridare il denaro e rinvestirlo per altre candidate. Il gruppo di Uvira e quello di Lurhonda, gestiti da un gruppo di mamme  sono stati chiusi per le difficoltà di riavere il credito. Entrambi i gruppi però hanno dato i loro frutti, tutte le partecipanti, anche se non hanno restituito il denaro completamente, sono riuscite ad intraprendere un lavoro in autonomia.

Il microcredito è un credito dato senza garanzie tranne quello dell’onore e dell’impegno della solidarietà per le altre mamme che riceveranno anche loro il credito. Ma a volte capita che a fronte di malattie o situazioni particolari il credito non venga restituito, è il caso Lurhonda, dove il livello economico è così basso che spesso le mamme restituisco il 60%-70% del credito ricevuto, cioè non abbastanza da far continuare automaticamente l’assegnazione del microcredito.

 Moringa

Alcune mamme che ci frequentano da tempo e che hanno usufruito del nostro corso di divulgazione della moringa conoscono bene la pianta, la usano e ne parlano ai vicini che non la conoscono.

La moringa è una miracolosa pianta locale tradizionale a uso alimentare e medicinale e si è persa la cultura del suo utilizzo con le turbolenze politiche degli ultimi venti anni. Se la situazione ad Uvira non precipiterà nel caos pensiamo di organizzare un nuovo corso di formazione nel prossimo anno per divulgare le infinite possibilità di questa pianta.

 Una nuova Casa famiglia

La novità di quest’anno è il progetto per la nuova casa famiglia.  La nostra referente locale Furaha vive con i propri figli, in una casetta in affitto dove ospita, con il nostro aiuto, due bambini orfani e abbandonati e dove offre un pasto giornaliero e riparo fino a sera ad altri otto bambini, che fanno lì anche i compiti scolastici.

Ad aprile abbiamo acquistato  un terreno per costruire, appena raccolti tutti i fondi, una casa di proprietà, più grande e in mattoni cotti, che dia tranquillità oggi e sbocchi in un prossimo futuro. All’interno del terreno recintato infatti pensiamo di costruire un piccolo laboratorio di cucito e una bottega.

L’atelier oltre a servire a Furaha come spazio per insegnare il mestiere di sarta, potrà essere affittato con i suoi macchinari per  ricavarne un contributo.

La bottega sarà punto di riferimento e di appoggio per i ragazzi diplomati alla scuola professionale, e ci aiuterà a dare uno sbocco lavorativo ai ragazzi che stanno frequentando la scuola.

Quasi tutti i giorni altri bambini e altre madri si presentano da Furaha nella speranza di poter essere accolti o aiutati, ma, nell’attuale casa, non c’è la possibilità.

 

SOSTEGNO ALLE RAGAZZE VULNERABILI

Per monitorare il progetto di sostegno alle ragazze vulnerabili abbiamo incontrato tutte le ragazze che grazie a noi frequentano la Scuola di alfabetizzazione e sartoria della Missione.

Sono molto motivate, lavorano e studiano con la speranza di migliorare il loro futuro e sono orgogliosissime di indossare le uniformi e di andare a scuola: si sentono ormai quasi del tutto affrancate dalla loro condizione di miseria e emarginazione. La più brava del terzo anno riceverà, come di consueto, una macchina da cucire per cominciare a lavorare in autonomia, ma anche le altre possono sperare di lavorare appoggiandosi a piccoli atelier, sparsi un po’ ovunque in città, che noleggiano le macchine.

I corsi che interessano di più sono lo studio del francese e la pratica del cucito. Ogni anno abbiamo una lunga fila di ragazze che vogliono accedere ai corsi.