notizie situazione epidemia di covid-19 ad Uvira, RDC

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3 aprile 2020

Al momento nella Rep. Dem. del Congo sono dichiarati un centinaio di casi nella capitale, Kinshasa, ed una decina di deceduti. Non sono dati attendibili, come non lo è la dichiarazione del Burundi, stato confinante, di assenza di casi, perché Dio li protegge.

Intanto in tutto il paese sono chiuse da tre settimane le scuole e le chiese, proibito celebrare le messe e qualunque attività che preveda raggruppamenti di persone. Tutti devono stare a casa, le strade principali sono pattugliate dall’esercito.

Ad Uvira praticamente non si tiene conto del divieto di uscire, a parte chiese e scuole chiuse, si vive come sempre, moltiplicando il rischio del contagio. Altrimenti il rischio è quello di morire di fame. La maggior parte della popolazione mangia alla sera con quello che è riuscita a guadagnare durante il giorno, con un continuo, piccolissimo commercio di compra vendita o con l’offerta di piccoli lavori in casa o di facchinaggio al mercato.

Temiamo per il normale svolgimento dell’anno scolastico, dopo l’inizio già problematico con gli scioperi degli insegnanti, ora da quasi un mese la chiusura, non ci sono però ancora decisioni da parte del governo.

La nostra corrispondente, che gestisce la Casa-famiglia, per evitare problemi ai bambini che si recano a pranzo da lei, consegna i viveri da preparare ciascuno a casa loro. Ognuno ha ricevuto 5 kg di farina di manioca, 2 kg di fagioli ed un litro d’olio di arachidi. Ci mangerà l’intera famiglia per qualche giorno.

Anche i lavori per la nuova Casa-famiglia sono sospesi. E’ stata demolita la baracca di mattoni di fango preesistente ed è iniziata la costruzione in mattoni cotti. Poi, con il blocco decretato, si è fermato tutto. Si cerca solo di sopravvivere.

Grazie a whatsapp di recente installato ad Uvira, siamo in contatto quotidiano con loro e possiamo seguire continuamente l’evoluzione della situazione.